La Psicoterapia della Gestalt

Ogni volta che avviene qualcosa,

di reale… questo mi commuove 

profondamente.

Fritz Perls

In un precedente articolo relativo alla scelta della psicoterapia come percorso personale, ho fatto riferimento al fatto che il terapeuta che scegliamo può appartenere a diversi approcci. Gli approcci sono numerosi e spesso molto diversi tra di loro.

Per favorire la scelta, sarebbe importante conoscerne i criteri principali. Inizio quindi a descrivere quelli della Psicoterapia della Gestalt, ovviamente il mio approccio di studio e di vita.

La Psicoterapia della Gestalt inizialmente era stata chiamata della Concentrazione o Esistenziale. Gestalt è un termine tedesco che significa struttura-forma e che tradizionalmente si riferisce al concetto insiemistico della omonima psicologia della percezione che mette in evidenza l’attitudine dello psichico a cogliere quell’insieme che dà senso e quindi supera la semplice sommatoria delle parti.

In realtà si tratta di qualcosa di più complesso della “forma” ed è per questo che ha mantenuto, nelle diverse lingue, il termine Gestalt.

In tedesco il verbo gestalten significa mettere in forma, dare una struttura significante: il risultato è una Gestalt, ossia una forma strutturata che ha senso per noi.

Fino agli anni ’80, la Gestalt era poco conosciuta in Europa, mentre oltreoceano era diventata uno dei metodi più diffusi di terapia, sviluppo e formazione personale, molto più della psicoanalisi.

Il concetto  di Gestalt è stato sviluppato a partire dagli anni ’30 da un gruppo di ricercatori della scuola di Francoforte (tra cui Max Wertheimer, Kurt Coffa, Wolfang Kohler) che si occupava della psicologia della percezione.

Gli stessi misero in evidenza come l’atto percettivo, in particolare quello visivo cui dedicarono le iniziali ricerche, rappresenta un’operazione assai complessa che evidenzia una attitudine ad organizzare la miriade delle sensazioni elementari in figure emergenti.

Ai risultati cui giunsero diedero il nome di psicologia della Gestalt ed eccone alcuni principi fondamentali:

  1. “Il tutto è più della somma delle singole parti”, significa che la totalità del percepito è caratterizzato non solo dalla somme delle singole attivazioni sensoriali, ma da qualcosa di più che permette di comprendere la forma nella sua  totalità. La capacità di percepire il tutto è una dote innata in ognuno di noi che consente di dare un senso ad ogni effetto. In sostanza, da ogni esperienza percettiva si ottiene una immagine totale a cui la mente attribuisce un significato derivante da singoli dettagli che fungono da sfondo della figura.
  2. “La figura-sfondo” ovvero la capacità umana di percepire visivamente la realtà assegnando un ruolo primario ad una immagine intesa come figura ed un ruolo secondario – di sfondo – alla parte esterna ai contorni che delimitano la figura stessa.

La Psicoterapia Gestalt è stata elaborata a partire dalle intuizioni di Fritz Perls, psicoanalista ebreo di origine tedesca, emigrato all’età di 53 anni negli Stati Uniti.

La nascita della Gestalt può collocarsi nel 1942, data dell’apparizione della prima opera di Perls “L’Io, la fame e l’aggressività”, pubblicato in Sud Africa dove Perls si era temporaneamente  rifugiato per via delle persecuzioni naziste. L’atto di nascita della Psicoterapia della Gestalt è datato 1951, data dell’uscita a New York del libro cardine “La terapia della Gestalt”.

Ma è ben più tardi  che la Gestalt diventa celebre: in California in occasione del vasto movimento  di contro-cultura del 1968 che sconvolse il mondo alla ricerca di nuovi valori.

Il genio di Perls e dei suoi collaboratori è stato quello di elaborare una sintesi coerente di molte correnti filosofiche, metodologiche e terapeutiche europee, americane e orientali, costituendo così una nuova Gestalt nella quale “il tutto è più della somma delle sue parti”.
La Gestalt infatti, si colloca all’incrocio fra psicanalisi, terapie psico-corporee, approcci di fenomenologia ed esistenziali, le filosofie orientali.

La Gestalt integra e combina in maniera originale un insieme di metodi e tecniche varie, verbali e non verbali: non si preoccupa di comprendere, analizzare o interpretare gli avvenimenti, i comportamenti o i sentimenti, ma piuttosto di favorire la presa di coscienza  del modo in cui funzioniamo, dei nostri processi di adattamento all’ambiente, di integrazione dell’esperienza presente. 

Quali sono i modelli teorici di riferimento?
Il primo modello teorico di riferimento, tra i più conosciuti, è la psicoanalisi da cui la Gestalt nasce e si sviluppa benché Freud e Perls fossero distanti. Alcuni concetti che avvicinano le due teorie sono: le polarità che ognuno di noi racchiude, il concetto di grounding (radicamento), l’importanza dell’ambiente esterno.

Oltre alla psicoanalisi, Perls e la Psicoterapia della Gestalt sono stati stimolati dall’olismo di Jan Smuts, filosofo e scienziato che studiò il concetto di Olismo secondo cui l’essere umano deve essere considerato nella sua totalità: mente, corpo ed emozioni sono collegate e l’essere umano è l’insieme di tutte queste parti.

Dal punto di vista filosofico, la Psicoterapia della Gestalt condivide alcuni principi con l’esistenzialismo: l’importanza del vissuto nella sua concretezza, l’unicità dell’esperienza e il concetto fondamentale di responsabilità. Attraverso la Fenomenologia invece, la Psicoterapia della Gestalt studia l’importanza del fenomeno: il vissuto di ognuno è basato sul fenomeno dato dal sentire concreto nel qui ed ora, senza interpretazioni.

Quali sono i punti fondamentali della Gestalt?
Da queste e da altre teorie, la Gestalt trae e crea i suoi punti fondamentali che sono:

  • l’importanza del concetto di consapevolezza come processo di recupero di parti di sé,
  • il concetto di concentrazione e centratura,
  • l’importanza dell’auto-sostegno,
  • attraversare le esperienze anziché nasconderle a se stessi,
  • il processo di adattamento creativo come processo del divenire,
  • la messa in azione
  • l’importanza del qui ed ora

La Gestalt non è solo una teoria di riferimento per il percorso di psicoterapia, ma viene spesso considerata una modalità di condurre la vita: si tratta non solo di tecniche e teorie, ma anche di stili di vita che inglobano consapevolezza, responsabilità e riconoscimento dei propri bisogni.

Per approfondire i concetti principali della Psicoterapia della Gestalt consiglio il libro “Teoria e pratica della Terapia della Gestalt. Vitalità e accrescimento nella personalità umana”.
Si tratta di un libro tecnico, ma di certo utile per scoprire i punti cardine e perché no, fare  delle riflessioni su se stessi.

 

 

 

 

 

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