I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano segreti inespressi e molto diffusi nelle nostre famiglie.
Recenti ricerche hanno dimostrato che in Italia più di 3,5 milioni di persone soffrono di questi problemi, la percentuale maschile è in aumento (circa il 10%) così come la varietà dei disturbi e l’età di insorgenza: non si tratta più solo di adolescenti, ma anche uomini, donne dopo in 40 anni o in menopausa e bambini. Di anoressia si muore: nel 2016 le vittime sono state più di 3200 e ogni anno si riscontrano più di 8000 nuovi casi.

Sebbene la percezione comune rispetto ai disturbi alimentari implichi la convinzione che la persona afflitta voglia essere o diventare magra, le cause sottostanti possono essere molteplici. Le cause possono includere alcuni tratti di personalità, fattori psicologici, traumi importanti, elevati livelli di stress, abusi, vita familiare difficile e molti altri.
I maggiori disturbi alimentari, brevemente descritti, sono 3.

Anoressia nervosa
Le persone che soffrono di anoressia nervosa nonostante la magrezza evidente, sono incapaci di vedersi magre o comunque hanno un’immagine corporea distorta. La loro autostima è strettamente legata al peso e alla forma del corpo: la perdita di peso è considerata una conquista ottenuta grazie all’autodisciplina e al rigido controllo. Si rifiutano di mangiare, selezionano il cibo e svolgono ore di attività fisica quotidiana.
Alcune caratteristiche psicologiche frequentemente descritte nei pazienti con anoressia nervosa sono:
depressione
perfezionismo
bassa autostima
difficoltà interpersonali
paura di crescere

Bulimia nervosa
Bulimia etimologicamente significa “fame da bue” ed in effetti la bulimia si caratterizza per la frequente presenza di enormi abbuffate in cui vengono ingerite migliaia di calorie in cibo, dolce e salato, senza sentire i sapori e con assoluta perdita di controllo. Si possono avere una o più abbuffate nell’arco della giornata a cui segue l’uso di pratiche per riequilibrare l’assunzione di calorie (vomito e/o lassativi e diuretici). In genere l’esordio della bulimia si verifica dopo una dieta molto restrittiva, in associazione ad episodi molto stressanti o in seguito ad eventi traumatizzanti. Le principali caratteristiche psicologiche associate alla bulimia nervosa sono:
▪ Perfezionismo
▪ Pensiero tutto o nulla
▪ Bassa autostima
▪ Impulsività
Nelle persone che soffrono di bulimia nervosa, l’attenzione e l’insoddisfazione nei confronti del proprio corpo e dell’aspetto fisico può assumere un’importanza eccessiva ed assoluta. Anche in questo caso, la stima di sé è fortemente legata al corpo e ogni modificazione fisica può essere vissuta come una frustrazione e come una perdita di controllo sul proprio corpo.

Disturbo da alimentazione incontrollata (BED)
Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata è un disturbo che si caratterizza per la presenza di crisi bulimiche in assenza però di comportamenti di compensazione per il controllo del peso. Si tratta in genere di persone con obesità e sovrappeso importante; più diffuso tra i maschi. Spesso le persone con disturbo da alimentazione incontrollata si rivolgono ai centri per il trattamento dell’obesità, ma spesso con scarsi risultati perché presentano alcuni sintomi importanti, in particolare disturbi dell’ansia e depressione.
Anche chi soffre di disturbo da alimentazione incontrollata prova un senso di vergogna e di insoddisfazione per il proprio corpo, anche se non necessariamente viene perseguito un ideale di magrezza estremo. Sono a disagio di fronte alla perdita di controllo con il cibo, ma non danno troppa importanza alla loro figura corporea.

Esistono poi i disturbi alimentari non altrimenti specificati che non rientrano in alcuna delle tre categorie sopra elencate e che riguardano disturbi della nutrizione o disturbi alimentari sottosoglia perché non soddisfano i criteri diagnostici pienamente, ma rimangono comunque clinicamente significativi.

Cosa rende alcuni soggetti vulnerabili allo sviluppo del disturbo alimentare?

Il comportamento alimentare è mediato da una vasta rete di circuiti neurali interagenti che comprendo numerose aree del cervello ed è determinato da diversi segnali che arrivano al cervello attraverso la bocca, l’intestino l’olfatto. I diversi segnali che arrivano al nostro cervello durante l’esperienza del mangiare, ci spingono a proseguire o a smettere. Per esempio, se ho fame e quello che sto mangiando mi piace, proseguirò la mia esperienza alimentare.

Come cambia il cervello nei disturbi alimentari? Quali sono i sintomi?

Il cervello cambia in base al disturbo alimentare presente e assume i tratti della persistenza, del perfezionismo, le tendenze diventano ossessive, e permane la spinta verso la magrezza, l’evitamento del danno e l’impulsività.
I sintomi, quali eccessiva ansia, perfezionismo e impulsività sono in genere piuttosto evidenti ed è su questi che può iniziare il lavoro di aiuto e recupero, soprattutto se si interviene con la prevenzione. Curando i primi sintomi, le persone hanno meno probabilità di sviluppare un disturbo alimentare.

Un disturbo alimentare rappresenta un impegno completo per la persona che passa la maggior parte della sua giornata a pensare a cosa potrà mangiare o meno e questo comporta delle gravi conseguenze a livello sociale, relazionale e spesso lavorativo. Nonostante sia necessario un aiuto professionale, la tendenza è spesso quella di arrivare dal professionista solo quando i sintomi sono già molto gravi o avanzati. E questo rappresenta un grave problema: un disturbo alimentare non trattato, può causare molti problemi, prima di tutto di salute, per esempio: problemi cardiaci, reflusso acido, danni cerebrali, e in casi estremi la morte.
Un disturbo alimentare può diventare un meccanismo di sopravvivenza, anche se non sano, o uno spostamento da altri problemi ed è soprattutto in queste situazioni che è necessario l’intervento di un professionista.
Ottenere il supporto il prima possibile, ha una forte correlazione con una ripresa duratura e permanente.